Conclusione del precedente articolo, sui mostruosi sette “doni” dello spirito del male
Vista l’importanza della questione, se è vero il motto “conosci il tuo nemico”, penso che possa essere utile approfondire ulteriormente le intuizioni relative agli strumenti usati dal nemico del genere umano, e in particolare quello strumento che, a partire dalla nostra precedente riflessione, sembra essere l’arma più potente a sua disposizione: la paura.
Ci sembra ancor più opportuno trattare la questione in prossimità della sinistra scadenza di fine ottobre che la metterà al centro, come ogni anno da un po’ di tempo a questa parte, grazie ad un “graditissimo” innesto di cultura straniera. Questa specie di scimmiottatura della Pasqua, che oltre a cadere nel periodo dell’anno opposto alla grande festività Cristiana (primavera l’Una, autunno l’altra) festeggia l’esatto contrario (la Resurrezione l’Una, la morte l’altra) contribuirà anche stavolta a somministrare la propria dose di paura e di bruttezza a ragazzi, e non solo, che ne sono ormai saturi.
Abbiamo visto che il Timor di Dio è uno stimolo fortissimo ad operare e ad operare bene, per il Timore di perdere il rapporto d’Amore con Dio o di offenderLo. La paura invece provoca l’esatto contrario: irrigidimento, smarrimento, totale paralisi. La paura infatti non solo blocca le nostre azioni e le nostre iniziative ma ci impedisce addirittura di pensare. Questo aspetto, alla luce di un’altra citazione tratta da L’arte della guerra (di Sun Tzu) da cui ci viene anche l’invito a conoscere il nostro nemico, ci conferma, senza ombra di dubbio, l’identità di colui che “dona” la paura.
La citazione in questione è la seguente: “Sconfiggere il nemico senza combattere è la massima abilità”; ora, chi può “regalare” e diffondere capillarmente e massicciamente qualcosa che paralizza e impedisce di combattere, se non il nostro peggior nemico? Il suo capolavoro è tanto più grande se pensiamo che non solo la nostra paura gli permette di vincere senza combattere, ma che essa, a differenza del Timor di Dio che trova la sua radice in qualcosa di estremamente reale e concreto com’è il rapporto di amore con Dio, si basa su minacce e false proiezioni future, le quali non hanno nessuna consistenza. La paura permette al maligno non solo di vincere senza combattere, ma di farlo godendo profondamente, vedendo gli esseri che lui tanto odia arrendersi e umiliarsi, mostrando tutta la loro miseria, di fronte ad armi che non esistono e ad un esercito di cui si è solo sentito parlare ma che in realtà non arriverà mai perché non c’è.
La paura non solo è l’arma più potente a disposizione del maligno ma è anche la sua preferita in quanto è quella che umilia e degrada più profondamente l’uomo. Essa è anche quella più profondamente sua, infatti è basata sul nulla, sulla menzogna, su ciò che non c’è, sull’inganno. Possiamo dire che porta in se il suo marchio di fabbrica, in quanto il suo potere non è reale e si basa sull’illusione, illusione che egli riserva anche a se stesso cercando di dimenticare il suo titolo di “eterno perdente”. L’eterno perdente infatti può vincere soltanto senza combattere, perché in caso contrario non sarebbe in grado di battere nessuno, o quantomeno nessuno che rimanga attaccato a Colui dal quale deriva ogni potere reale, l’Onnipotente.
Alla luce di tutto questo la prima azione di guerriglia da mettere in atto per iniziare a divincolarci dalla presa del principe di questo mondo è scrollarci di dosso la paura, che avrà come primo effetto quello di non farci più vedere i nostri simili e Dio stesso come schifosi nemici da temere. Questo ci permetterà di aprire un po’ il cuore e di avere un po’ di pietà degli uni e dell’Altro, la qual cosa ci permetterà di riniziare a comprenderli, e così via proseguendo la scalata fino ad uscire dal nero settenario per riniziare quella che ci porterà, se Dio vuole a rimetterci con Timore sotto la protezione e la guida di Colui che ha vinto il mondo.
“Abbiate coraggio; io ho vinto il mondo!” (Gv 16, 33)
di Michele Beltramello

Sono d’accordo, complimenti all’autore