Lettera di incarico

Qualcuno ha ricevuto una lettera dall’aldilà… è di un tipo coi baffoni…

Come da te richiesto non pubblicherò la lettera che mi è stata consegnata ieri sera da Gelsomino. A dire il vero ci privi di una incredibile esclusiva. Del resto non capita tutti i giorni di poter stampare una lettera proveniente direttamente dall’aldilà.

E portata da che postino poi! Un bell’Angelo, come quelli che disegnavi tu, con tanto di baffoni. Non avrei mai pensato che la mia “Lettera ad un amico” sarebbe arrivata così in alto e sono felice di sapere che te la passi bene e che esiste questa possibilità di comunicazione.

La tua esortazione a metterci in gioco e a “spaccarci la schiena” in prima persona è potente ed ineccepibile, devo però farti notare che se ai tuoi tempi era difficile poter avviare un giornale ora è a dir poco impossibile. Non si tratta solamente delle difficoltà economiche e della censura che, seppur diversa rispetto a quella che hai sperimentato tu, non è meno pesante, subdola e infame.

La Difficoltà maggiore è la mancanza di materia prima: stanno sparendo gli umoristi, non perché manchino le cose di cui ridere (anzi forse non ce ne sono mai state così tante: siamo letteralmente immersi nel ridicolo) ma perché si è compiuta la somma tragedia: le persone hanno perso il senso del ridicolo, con le drammatiche conseguenze che questo comporta.

Dar vita ad un giornale umoristico senza umoristi è impossibile. Farlo con degli umoristi scarsi sarebbe difficilissimo, ma possibile, solo se guidati da un grandissimo direttore, e quindi, caro Signor Guareschi, tirati su le celesti maniche perché tocca ancora a te: ti ri-candido.

E non venirmi a dire che sei morto! Da te non lo accetto. Proprio tu che con i tuoi racconti ci hai mostrato tante volte il fortissimo rapporto che avevi con i defunti, in particolare con la tua mamma e con il tuo papà, non ti puoi tirare indietro con una scusa del genere. E la comunione dei Santi dove la mettiamo?

Mettiti dunque al posto di comando e oltre all’assistenza spirituale, non farci mancare qualche editoriale, come farebbe ogni direttore che si rispetti, e non dimenticarti inoltre di pregare il Signore affinché mandi operai alla sua “candida” messe.

Evviva il riCandido

di Michele Beltramello

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