Qua la Parte Prima

Genuinità, sincerità, schiettezza, mascolinità, rispetto virile, costanza, tenacia, ammirazione sincera, lealtà, vera amicizia, autenticità: benedetti cazzotti!

Ci conoscevamo di vista fin da quando ero piccolo, ma il nostro primo vero incontro avvenne solo molti anni dopo ad una festa paesana. Avevo circa vent’anni e mi trovavo alla “Sagra della Madonna di Lourdes”, la festa patronale del mio paese. Avevo appena acquistato tre biglietti della lotteria di beneficenza, e dopo averli consegnati, stavo aspettando l’arrivo del malloppo, quando mi vidi recapitare, tra un pacchetto di mollette da bucato e una scatolina di matite, un libro ingiallito e dalla copertina vintage che, stretto tra le mani dell’addetta alla consegna dei premi che si stava avvicinando, non prometteva niente di buono. In realtà si trattava di una vecchia edizione di “Mondo piccolo”.

La ragazza me la consegno insieme al resto, accompagnando il tutto con un materno sorriso sospeso a metà tra un tentativo di consolarmi e una sincera compassione. La portai via con me e dopo aver cenato allo “stand gastronomico”, mi seguì fino a casa. Fra le pareti domestiche qualcuno era ancora sveglio ma, siccome eravamo gli unici due a non provare reciprocamente fastidio per l’odore di fritto che ci eravamo portati come ricordo dalle cucine della “Sagra”, dopo un breve scambio di battute con i presenti, decidemmo di dichiarare conclusa la serata e di avviarci verso le brande. Dopo un brevissimo soggiorno nella stanza da bagno, teso ad espletare le formalità che precedono il “buonanotte”, mi infilai sotto le coperte, insieme a quella sfacciata vecchia edizione di “Mondo piccolo” che aveva avuto l’impudenza di seguire un giovanotto, appena conosciuto, fino a casa, e finalmente potei dare inizio all’operazione lettura.

Fin dalle prime righe mi resi subito conto che in quanto a sfacciataggine l’ autore della compagna della mia serata non era certo da meno. Anzi! Come vi dicevo ci conoscevamo già di vista. L’avevo intravisto più volte tra le pieghe del carattere dei suoi personaggi cinematografici, ma devo dire che il lavoro dei vari registi l’aveva addolcito non poco: quello che mi trovavo ora di fronte era un uomo di tutt’altra pasta, il quale senza preamboli e senza troppi giri di parole mi sbatteva in faccia la sua personalità, con una schiettezza sconcertante. Era irritante trovarsi di fronte a qualcuno che non faceva nulla per cercare di piacermi o di venirmi incontro.

Che sfacciataggine! Continuava pagina dopo pagina ad ignorarmi, seguitando orgogliosamente a non curarsi di nascondere i lati più spigolosi del suo carattere. Mi sentivo provocato da quella schiettezza che non temeva giudizio, ma deciso a non raccogliere la provocazione. Non abbandonai dunque la tenzone ma, fingendo indifferenza, mi piantai a gambe larghe di fronte a quelle pagine, deciso a non dare nessuna soddisfazione a quel supponente che continuava a mettermi davanti i suoi Pepponi e i suoi Smilzi seguitando nel contempo a fingere di non notare la mia presenza. Non avrei indietreggiato di un passo e sarei arrivato alla fine del libro senza battere ciglio: se pensava di impressionarmi si sbagliava di grosso.

Non ricordo dopo quanto tempo ebbe fine la lotta, ma quando voltai l’ultima pagina e chiusi il libro la soddisfazione fu enorme. Gliel’avevo fatta vedere io a quel gradasso. Ero pesto come al termine di una bella scazzottata, ma avevo vinto. Dovevo ammettere però che il mio avversario si era rivelato davvero in gamba. A ben pensarci si trattava veramente di un personaggio straordinario. Non potevo negarlo: si era meritato tutto il mio rispetto e, anche se cercavo di nasconderlo, la mia ammirazione.

Da allora siamo diventati buoni amici e ci frequentiamo regolarmente con reciproca soddisfazione, anche se quel vecchio pallone gonfiato non lo ammetterà mai. Non abbiamo cercato di limare più di tanto i nostri reciproci spigoli piuttosto, col tempo, abbiamo cominciato ad amarli. Certo, qualche volta, quando le chiacchierate si fanno bollenti, vola qualche sberla ma così, in amicizia. Magari roba da un quintale ma senza odio e senza rancore. E poi lo sappiamo bene entrambi che in realtà sono attestati di stima: sventole del genere si distribuiscono solo a gente di un certo calibro.

Genuinità, sincerità, schiettezza, mascolinità, rispetto virile, costanza, tenacia, ammirazione sincera, lealtà, vera amicizia, autenticità: per i ragazzi di oggi, cresciuti a pane e social network, si tratta di valori alieni. Per chi passa la maggior parte del suo tempo in un mondo virtuale, circondato da un universo di falsità, meraviglie come quelle elencate sopra sono sconosciute o nel migliore dei casi relegate nel mito. A dire il vero anche nel mondo reale sono diventate una rarità, tanto si è atrofizzato l’animo dell’uomo contemporaneo. Il ragazzo che ha la grazia di venire accompagnato alla conoscenza di Giovannino riceverà il sopracitato elenco come una scarica di cazzotti in pieno volto e allo stesso tempo come una rigenerante boccata d’aria purissima d’alta montagna.

Benedetti cazzotti!

Continua…

(nel frattempo ricordatevi di venire a teatro)

Michele Beltramello
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