Cari amici, dopo il successo della prima edizione, con la presente vogliamo invitarvi a partecipare alla nuova edizione della nostra piccola-grande iniziativa, rivolta agli alunni delle scuole elementari, medie e superiori in istruzione parentale e non, che ha l’intento di diffondere la conoscenza di Giovannino Guareschi e della sua opera, e di dare occasione ai ragazzi (e non solo), in particolare a quelli che fanno un percorso di studi in casa, di entrare in contatto con altri studenti e con altre realtà educative, oltre che con la potente carica educativa di Giovannino.
Quest’anno vogliamo porre l’attenzione sulla famiglia: intendiamo invitare i ragazzi a scrivere, sull’esempio di Guareschi che ha tratto dalle disavventure familiari dei veri e propri capolavori comici e umoristici e delle straordinarie riflessioni, un racconto riguardante la loro famiglia (episodi realmente accaduti) sul modello di quelli che si possono leggere nel “Corrierino delle famiglie” ma non solo.
Non allegheremo file contenenti i racconti, al fine di stimolare quante più persone a procurarsi (anche semplicemente in biblioteca) e leggere tutto questo bellissimo testo. A titolo di esempio, suggeriamo qui di seguito i titoli di alcuni dei racconti in oggetto: “Il cancello”, “L’esame”, “La prigioniera del sogno”, “L’autista”, “Il fritto proibito”, “La giustificazione”. Sono altrettanto validi come esempi anche racconti dello stesso genere contenuti in altre raccolte di racconti familiari di Guareschi.
I lavori dovranno quindi essere dei piccoli racconti ma si prenderanno in considerazione anche altre forme espressive, soprattutto per i più piccoli, come disegni, video, fumetti, etc. Saranno inoltre presi in considerazione anche lavori di gruppo/classe.
Come l’anno scorso, i paletti sono questi:
1) il racconto deve rispettare una delle caratteristiche fondamentali delle opere di Guareschi: deve essere “pulito”. Le storie di Giovannino, come dice egli stesso, “le possono leggere anche i bambini” ed io aggiungerei le devono leggere anche i bambini, quindi niente volgarità, nemmeno se usate allo scopo di far ridere.
2) i racconti del nostro autore sono sempre tratti dalla realtà quotidiana o comunque estremamente verosimili, ci si attenga dunque a questo criterio senza scadere nell’immaginifico e nel fantastico che porterebbero decisamente fuori strada.
3) gli scritti di Giovannino, unitamente alla componente comica, umoristica o drammatica, contengono sempre un risvolto pedagogico (“il che è bello e istruttivo”): si cerchi di conservare questa caratteristica anche all’interno degli elaborati.
L’unica indicazione aggiuntiva è la seguente:
4) la straordinaria capacità di Giovannino nel riuscire a toccare efficacemente e con maestria tutti i registri del cuore umano, (riuscendo addirittura, come dice il nostro amico Fabio Trevisan, a farci sorridere, commuovere e pensare allo stesso tempo), ci fornisce lo spunto per poter ricordare alle nuove generazioni l’abisso che c’è tra due termini ormai ritenuti dei sinonimi: comicità ed umorismo. Mentre la prima cerca nella realtà spunti tesi a fare ridere con l’unico scopo di far ridere, il secondo cerca di far sorridere con lo scopo di far riflettere. Giovannino era un finissimo umorista anche se sapeva usare benissimo, all’occorrenza, tutte le altre sfumature dell’espressività umana.
Si tenga conto negli elaborati di questa fondamentale differenza, facendo un uso opportuno dei vari registri.
I capolavori dei nostri scrittori in erba, che dovranno essere inviati entro il 31 gennaio all’indirizzo e-mail premioguareschi@gmail.com, saranno valutati, se Dio vuole, dalla stessa commissione d’eccezione dell’anno scorso, composta dal caro amico Fabio Trevisan, dal più grande esperto americano di Guareschi: Alan Perry e da Albertino Guareschi in persona.
Il premio più grande per tutti noi sarà, se Dio vuole, la possibilità di poter passare una bella giornata in compagnia in occasione delle premiazioni (data da definire, che vi sarà comunicata appena possibile) ma vedremo di non fare mancare anche qualche premio nel senso più tradizionale del termine, come del resto possono testimoniare i vincitori della scorsa edizione.
Nella speranza di aver fornito uno stimolo utile al vostro lavoro con i ragazzi ed in attesa dei loro lavori cogliamo l’occasione per salutarvi calorosamente.

