Vintage engraving of Victorian man and woman arguing, 1890s, 19th Century

Racconto: dialogo tra moglie e marito sulla scuola di Stato

“La sua manina si agitava ancora in un ultimo saluto mentre il bidello chiudeva lentamente i battenti alle spalle di quella marea urlante”.

“Poverino il mio piccolino! Non ne voleva proprio sapere. Come hai avuto il cuore di farlo andare comunque?”

“Ma cara, ormai da quasi trent’anni la scuola elementare è diventata obbligatoria, lo sai benissimo. Tra l’altro Antonio è l’ultimo dei nostri figli a cominciare il cammino scolastico ma certamente è anche il più fortunato”.

“E perché mai dovrebbe essere il più fortunato povero il mio bambino. Sarebbe stato il più fortunato se avessero deciso di lasciarlo a casa con la sua mamma!”

“Non diciamo sciocchezze! Il nostro Antonio comincia il suo percorso di studi sotto i migliori auspici. Proprio quest’anno il ministro dell’istruzione ha incaricato il pedagogista Aristide Gabelli di redigere i nuovi programmi scolastici e di pubblicare le “Istruzioni ai programmi” , con le quali introduce nella scuola pubblica italiana l’applicazione delle idee positiviste”.

“Povero il nostro bambino! Perché non hai lasciato che frequentasse i Salesiani come hanno fatto tutti i suoi fratelli. Questi disgraziati gli riempiranno la testa di fandonie”.

“Calmati cara. Tu non riesci a cogliere i segni dei tempi. Ho preso questa decisione proprio perché la coincidenza è troppo grande. Prova a ragionare e fai attenzione alle date: il fondatore del positivismo, Comte, è morto nel ’57, nel ’59 la scuola pubblica italiana diventa obbligatoria e oggi, dopo nemmeno trent’anni le idee positiviste sono già entrate al suo interno e ne dirigono i programmi. Ma venendo alla coincidenza più straordinaria, la cosa veramente incredibile di questo 1888 è questa: da pochi mesi la nostra città è stata sconvolta dalla morte di quello che è stato uno dei più grandi educatori cristiani della storia, e pochi mesi dopo entra ufficialmente nella scuola il pensiero positivista. Non capisci, Don Bosco è stato il canto del cigno di una tradizione pedagogica che partiva direttamente da Cristo e che è durata per quasi 1900 anni. Ora è il momento della pedagogia positivista. Si inizia un nuovo corso e se già il vecchio era riuscito ad arrivare a vertici come Don Bosco, dove mai arriveremo ora che siamo saliti sul binario del progresso?”

“Non so dove arriveremo, so soltanto che nostro figlio dovrà fare da cavia”.

“Ma cosa stai dicendo!”

“Lo sai meglio di me che quei pazzoidi lavorano in modo scientifico. Uno: osservazione del fenomeno, due: formulazione di una ipotesi, tre: verifica dell’ipotesi attraverso un esperimento, quattro: se l’esperimento è riuscito ho la conferma della bontà dell’ipotesi, altrimenti ne devo formulare un’altra e dichiarare la precedente come fallimentare. In questo momento nostro figlio è pienamente immerso nel punto tre, perché è anche su di lui che stanno verificando le loro ipotesi”.

“Come vorrei essere presente fra 100 anni per vedere i frutti di questo lavoro e sbatterti in faccia la bontà scientificamente provata del lavoro che si inizia oggi”.

“Lo volesse Iddio che fosse così. Se però le cose dovessero andare diversamente, e i risultati fra 100 anni si rivelassero disastrosi, questi scientisti dovrebbero senz’altro prendere atto che al punto quattro l’ipotesi pedagogica positivista è risultata fallimentare e tornare indietro al punto due, magari riproponendo il modello precedente che invece ha retto alla prova del tempo”.

“Non c’è alcun dubbio. Il rigore scientifico e l’onesta intellettuale di queste persone è fuori discussione”.

“Quindi caro, se fra più di 100 anni avremo una scuola che sforna insegnanti che non sanno insegnare e alunni maleducati e semianalfabeti vorrà dire che nessuno ha fatto marcia indietro e che dunque l’obiettivo non era il miglioramento del sistema educativo”.

“E quale sarebbe allora?”

“Beh… non saprei”.

“Ma questo è assolutamente assurdo! Sarebbe come se un giorno la Chiesa decidesse di darsi un nuovo indirizzo, con l’intento di convertire e avvicinare ancora più uomini, e che di fronte all’evidenza che con il nuovo approccio le chiese anziché riempirsi di nuovi cristiani si svuotano, e che anche quelli che già erano presenti all’interno della chiesa perdono la fede e se ne vanno, continuasse imperterrita per la nuova strada intrapresa. Sarebbe addirittura paradossale! Pazzesco!”

“Beh! In effetti… se la metti così… forse hai ragione tu marito mio…”

“Certo che ho ragione io! Viva il positivismo! Viva la scienza! Viva il progresso!”

di Michele Beltramello

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